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EDITORIALE - C'è crisi. A Jesolo c'è sempre meno richiesta. Molti stanno abbandonando la località. Si è sentito affermare in maniera categorica che è impensabile la costruzione di ulteriori complessi alberghieri od extra alberghieri. L'attuale ricettività di Jesolo è più che sufficiente, perchè l'arenile non puo' ospitare oltre il numero concesso, anche per garantire un certo equilibrio alle aziende esistenti per gli anni a venire. Vorremmo, se possibile, iniziare un piccolo ragionamento su questo tema. Se non fossero sorti, tanti e tali alberghi vent'anni fa. Se non fossero sorti nè bar, nè condomini, nè negozi e coloro i quali rappresentavano allora le aziende esistenti non ne avessero permesso la costruzione, cosa sarebbe di Jesolo oggi? Ed inoltre... (segue pagine interne)

IL TERRITORIO ABBANDONATO: ...Non c'è disastro o calamità naturale infatti che possano essere relegati nella dimensione biblica della fatalità, senza chiamare in causa le responsabilità o quantomeno le corresponsabilità dell'uomo, l'uomo di governo e l'uomo della strada, il potente e il cittadino comune. Vittime, feriti e dispersi; frane, smottamenti e alluvioni; danni e rovine non sono altro che il triste risultato del combinato disposto tra la furia degli elementi e l'inerzia o l'incuria degli esseri umani. Tutto è, fuorché emergenza: cioè eventualità imprevista e imprevedibile, caso fortuito, accidente della storia... Giovanni Valentini - la Repubblica - 3 marzo 2011

giovedì 28 agosto 2014

Jesolo - Ospedale, coro di critiche. "Ritirate l'idea di privatizzare"

«Bramezza ritiri 

subito il piano»


Gestione pubblico-privata 
e polo riabilitativo: dalla Lega al Pd 
è un coro di aspre critiche
Gestione pubblico privata dell’ospedale di Jesolo, la sanità nel Veneto Orientale torna al centro del dibattito, mentre si offusca l’ipotesi di un ospedale unico davanti alla moltitudine di strutture sanitarie. Dal Pd alla Lega in Regione, la richiesta è di ritirare la proposta. La delibera dell’Asl 10 introduce la proposta di un “progetto di sperimentazione gestionale” dell'ospedale di Jesolo attraverso la costituzione di una società mista pubblico-privata” alla quale dovrebbe partecipare, seppure in forma minoritaria, anche il Comune di Jesolo. Il sindaco, Valerio Zoggia, e il vice sindaco, Roberto Rugolotto, hanno ricevuto solo ieri la delibera e non commentano. Il consigliere di maggioranza, Mirco Crosera, non ci sta: «O qualcuno dorme e fa finta di dormire, ma il municipio di Jesolo non è luogo per riposare». Daniele Bison e Ilenia Buscato dall'opposizione sono perplessi: «Chiediamo al presidente del Consiglio di convocare in tempi rapidi la conferenza dei capigruppo allargata ai consiglieri comunali invitando il direttore generale dell’Asl 10 per chiarire alla città quali siano i contenuti di questa iniziativa e le ricadute sulla sanità jesolana».
In Regione Bruno Pigozzo del Pd esprime forti dubbi. «L’ipotesi di trasformare l’ospedale di Jesolo in una struttura di riabilitazione a gestione mista pubblico-privata dovrà essere discussa prima di tutto nella commissione sanità del consiglio regionale», ricorda Pigozzo, che è anche componente dell’organo di programmazione presieduto da Leonardo Padrin, «ipotesi di affidare l’ospedale di Jesolo per il 49 per cento a privati sta in una delibera del direttore generale Bramezza e non della Regione. In merito né la commissione sanità, di cui faccio parte, né il Consiglio non hanno mai discusso l'argomento».
Il Pd metropolitano di Venezia è sulla stessa linea: «La Regione sterilizzi la deliberazione del direttore generale in attesa di un confronto con le istituzioni». E chiede che non ci siano forzature.
Dalla Regione anche l'assessore leghista Daniele Stival è tranciante: «Quella delibera dell’Asl 10 è illegittima e potrà essere impugnata. È un atto di indirizzo che deve passare per la giunta regionale». Ieri il sindaco di Musile, Gianluca Forcolin, ha discusso con Valerio Zoggia sulla confusione venutasi a creare. «Sulla proposta di Jesolo valuteremo visto che si tratta di grande polo riabilitativo», dice Forcolin, «ma dobbiamo fare squadra per spingere su un ospedale unico a San Donà». (g.ca.)

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